Elogio alle donne

Editoriale apparso su ‘Vivere Sostenibile Basso Piemonte’.

Non, Rien de rien
Non, Je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal

Edith Piaf – Non, Je Ne Regrette Rien (1956)

Le Donne di oggi sono la vera risorsa del nostro presente. Se ci sarà un futuro migliore, sarà grazie a loro, perché capaci di mettersi in gioco e vivere, da attrici consapevoli, questa fase di cambiamento. Secondo voi, quale sarà la percentuale di genere tra vegan, agricoltori biologici o iscritti a corsi di Yoga? Dove penderà l’ago della bilancia? L’uomo oggi sembra sempre di più rassegnato a rappresentare l’icona del sesso debole: arranca, spaventato com’è dall’economia e dalla politica internazionale, cercando (senza trovarla) una soluzione dove non serve più, ovvero nella dimensione intellettuale ed analitica.

Ma perchè, vi direte, quest’elogio alle donne? Non starà esagerando? Non lo so, ma “devo” questo elogio a tutte quelle Donne che, da diversi mesi, sono entrate nella mia quotidianità. Senza di loro, senza la condivisione di valori importanti, tanto di ciò che vivo ogni giorno sarebbe impossibile.

“Le donne reggono il mondo”, così recita un libro che mi è capitato tra le mani qui in Cooperativa (edizioni Altreconomia). Perché? Beh, semplice: oltre a lavorare di più degli uomini e farsi carico della maggior parte delle incombenze domestiche, le donne gestiscono l’economia con più lungimiranza, qualità peraltro molto importante in una situazione di crisi economica, culturale e sociale come quella attuale. Nelle popolazioni meno fortunate (ma in realtà anche in quelle più fortunate, se pensiamo al fenomeno del gioco d’azzardo e alle scommesse sportive) provate a dare la stessa somma di denaro ad una donna e ad un uomo, e vedrete come sarà “investita”.

“Guardare il mondo attraverso gli occhi di una donna significa introdurre radicali trasformazioni tra le certezze del mondo moderno: per loro il benessere va rimesso al centro della società”: così recita il libro sopraccitato. E difatti riconosco quanto nelle donne vi sia poco del bieco individualismo, utilitarismo e senso della concorrenza dello sparring partner maschile. Non che sia mia intenzione etichettarle come più intelligenti o più buone degli uomini; forse, semplicemente, occupandosi di “tanto di più” rispetto ai mariti, si trovano in una posizione dalla quale possono vedere i limiti di questa economia così artificiosa ed insignificante; la speranza è che sempre più uomini (e ce ne sono, per carità!) comprendano che lo stare bene nella vita quotidiana dipende sempre più da elementi quali relazione, comunità, irrazionalità, empatia, dono… tutti elementi che mi auguro emergano sempre di più dalla crisi/opportunità in cui ci troviamo.

Potrebbe essere una visione un po’ semplicistica, lo ammetto, tuttavia sono in molti a credere che la crisi sia stata causata da una visione maschile del mondo. In questo momento c’è bisogno di una nuova visione dell’economia e della società, improntata su principi tipici della componente femminile: un forte elemento Yin (femminile) che vada ad equilibrare l’elemento Yang (maschile), che ci ha guidati verso un sistema economico parziale, ingiusto e insostenibile.

La tipica visione al femminile della società porta a chiedersi: non è preferibile riportare l’attenzione all’assistenzialismo e all’educazione, e quindi a mestieri quali infermiere, operatrici sanitarie e maestre di scuola, rispetto ad agenti di borsa o banchieri (mestieri tipicamente maschili)? Mi chiedo, inoltre: perché le cose a cui viene stabilito un prezzo dal mercato, dovrebbero avere un valore superiore a quelle che non hanno un prezzo? Soprattutto se quest’ultime risultano essere la cura dei figli e dei malati o la produzione di cibo?

E allora,  cari lettori e lettrici, concedetemi questo elogio alle Donne, senza giudicarmi o prendermi per eretico.

Se si guarda negli occhi di una donna,  si vedrà in profondità l’anima della creatura divina che sta davanti a noi. Ci sbaglieremmo di grosso nel pensare che non sia di questo mondo. Lei è un Essere etereo ed è un dono che merita di essere protetto. Permettetemi di onorare le donne nere, le donne musulmane, le donne indigene, le donne trans, le povere donne migranti con bambini piccoli, le prostitute, le donne maltrattate, le donne la cui voce è stata soffocata da decenni e decenni di violenze. Queste sono le donne che non mollano mai, nonostante tutto e tutti.

Vorrei onorare le donne perché vivono il presente per creare un mondo migliore – in cui vi sia giustizia, uguaglianza e libertà per tutti – che espandono la propria consapevolezza oltre allo stesso presente (perché bisogna pensare al domani), al di là della propria esperienza individuale (perché bisogna considerare anche gli altri), al di là del proprio Io (perché bisogna rimettere il focus delle nostre azioni sul cuore).

Io onoro quelle donne che cercano di essere perfette,  perché a loro non hanno mai insegnato che sono favolose così come sono e anche quelle che non cercano di esserlo, perché preferiscono impiegare il proprio tempo in maniera diversa.
Io onoro le donne,  perchè costruiscono ponti laddove c’è separazione: loro sì che sanno, nonostante le inevitabili differenze, quanto apparteniamo gli uni agli altri.
Io onoro le donne,  perché sono “vere”, perché riescono a camminare con il cuore pieno di cicatrici, nonostante le paure e le incertezze. Ma eccole, sempre loro, ad iniziare con un “buongiorno” la mattina, muovendo il primo passo della giornata verso l’Unione, la guarigione e l’Amore.
Io onoro le donne,  perché amano e continuano ad amare questo mondo lacerato dalla sofferenza, perché è pur sempre l’amore la forza che alimenta le nostre azioni.
Io onoro le donne,  perché si sacrificano, perché  danno, perché piangono. Perchè vanno avanti con fierezza, talvolta un po’ selvagge, sicuramente libere.

Ogni donna merita di essere amata. Ogni donna merita che le venga riconosciuta che la sua esistenza è preziosa. Se anche una donna ci sembra inferocita o chiassosa, all’interno sarà vulnerabile, come tutti.

Camminiamo insieme a lei. Guardiamo dentro di lei. Adoriamola, chiunque sia. Lei ci capiterà una volta nella vita. Lei è tutto. Siamone degni.

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